L’età dell’oro nei rapporti tra Italia e Cina

Wang-Yi

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Un’amicizia di lunga data quella tra Italia e Repubblica popolare cinese, che ha avuto formalmente inizio il 6 novembre 1970 con lo scambio delle rispettive rappresentanze diplomatiche. Da quel momento i due Paesi hanno tessuto una rete d’intese sempre più fitta, suggellata definitivamente trent’anni più tardi quando, il 7 maggio del 2004, è stato siglato a Roma, in occasione della visita dell’allora Primo Ministro cinese Wen Kibao, l’Accordo istitutivo del Comitato Intergovernativo Italia-Cina.

Pietra angolare dei rapporti bilaterali italo-cinesi, sotto la regia dei Ministri degli Affari Esteri, il Comitato non è divenuto solamente un efficace strumento d’indirizzo e coordinamento sulle politiche più classiche di cooperazione, quali l’economia o la sicurezza, ma ha anche rappresentato fonte d’impulso e promozione di specifici issues, attraverso il lavoro di raccordo tra amministrazioni ed enti, privati e pubblici, che nei due Paesi operano nei campi dell’istruzione, della sanità o del lavoro. Dunque, obiettivo strategico del Comitato Intergovernativo è stato quello di trasformare la partnership essenzialmente economica, che aveva legato fino ad allora le due potenze, in una partnership globale, che le conducesse a un confronto costante e regolare sui dossier più caldi.

CHINA-BEIJING-WANG YI-ITALIAN FM-TALKS(CN)

Il clima di diffuso ottimismo seguito al recente incontro tra il Premier italiano Matteo Renzi e il suo omonimo cinese è stato confermato lo scorso 27 aprile quando i rispettivi Ministri degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni e Wang Yi, hanno inaugurato a Pechino la sesta sessione del Comitato Intergovernativo Italia-Cina. Questa edizione è sopraggiunta in un momento di forte dinamismo per le relazioni italo-cinesi, che quest’anno compiono 45 anni di alleanza. “Siamo in un’età dell’oro” ha affermato il Ministro degli Esteri cinese, ricordando come il valore degli scambi lo scorso anno sia giunto a toccare i 48 miliardi di dollari. Il Comitato Intergovernativo Italia-Cina si compone di tre tavoli suddivisi per macro-aree. Un primo tavolo relativo i temi economico-finanziari che legano Roma e Pechino, un secondo dedicato allo sviluppo delle relazioni nel settore della scienza e della tecnologia e un terzo di discussione che si occupa degli scambi c.d. people-to-people e dei temi della cultura.

I risultati presentati al termine della prima giornata di lavori non hanno fatto che confermare il generale stato di euforia. Quattro gli accordi siglati alla Diaoyutai State Guesthouse, nella parte occidentale della capitale cinese, che hanno suggellato il matrimonio di interessi tra i due Paesi su alcuni settori chiave. Nello specifico, tra gli accordi figurano un memorandum d’intesa per la cooperazione scientifica e tecnologica in tema di sviluppo sostenibile e un programma esecutivo di collaborazione culturale per il quinquennio 2015-2019. La cooperazione si è anche estesa al settore dei farmaci, dei dispositivi medici e della cosmetica, oggetto di un altro accordo relativo il piano d’azione per il triennio 2015-2017, mentre un ultimo memorandum d’intesa è stato sottoscritto in tema di sicurezza, definendo i pattugliamenti congiunti di polizia nell’ambito della lotta al terrorismo, alla criminalità transazionale, al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani.

Tra i momenti più interessanti del dialogo sulla cooperazione bilaterale figurano certamente quelli relativi gli scambi nel settore delle tecnologie e della cultura, un campo in cui Italia e Cina sono potenze mondiali, con il maggiore numero di siti riconosciuti dall’UNESCO quale patrimonio dell’umanità. Tuttavia le discussioni principali sono ruotate attorno ai temi dell’economia e della finanza, come da tradizione.

In merito il Ministro Gentiloni ha sottolineato l’importanza del riequilibrio della bilancia commerciale, che oggi risulta a vantaggio della Cina. Il Ministro degli Esteri italiano ha caldeggiato l’adozione di iniziative concrete che potenzino ulteriormente gli scambi tra i due Paesi, a iniziare dalle intese raggiunte sui cinque pacchetti di collaborazione che riguardano i settori dell’agricoltura e della sicurezza alimentare, dell’urbanizzazione sostenibile, della salute, dell’aviazione e della tecnologia aerospaziale, il tutto incorniciato in un quadro di pieno accesso al mercato e di adeguata tutela della proprietà intellettuale.

I rapporti commerciali sono stati approfonditi attraverso la definizione del Piano d’Azione triennale per il rafforzamento della cooperazione economica nel periodo 2014-2016, mentre sul piano scientifico e tecnologico le due parti si sono impegnate a finalizzare il programma esecutivo dell’accordo quadro di settore per il triennio 2016-2018. Inoltre, parlando di novità, Italia e Cina saranno legate da una nuova partnership bilaterale nel settore della protezione ambientale e dal rafforzamento degli scambi nel settore della salute e della ricerca medica, mentre altre possibilità di collaborazione sono emerse anche nel settore culturale e del turismo.

Cenno doveroso è stato fatto all’Esposizione Universale di Milano, individuata quale piattaforma privilegiata per approfondire la collaborazione bilaterale nel settore dell’agricoltura e della sicurezza alimentare, nonché per rafforzare i rapporti economici, culturali, accademici e turistici tra i due Paesi. Gentiloni ha presentato un’Italia pronta ad accogliere le delegazioni cinesi, imprenditoriali e di turisti, che si auspicano davvero elevate poiché la Cina considera l’Expo come una grande opportunità sia per presentare le proprie imprese e i propri territori, che per trovare nuove occasioni di business.

In chiusura dei lavori, si è fatto riferimento alla tragedia che, da pochi giorni a questa parte, ha sconvolto il Nepal: un sisma dalla magnitudo 7.9 che ha provocato più di quattromila vittime. Entrambi i Ministri hanno fatto appello alla comunità internazionale affinché porti aiuto non solo alle popolazioni al terremoto, ma anche a quei cittadini cinesi e italiani che per svariate ragioni si trovavano sul luogo. Come ha ricordato dal Ministro italiano “in questo momento bisogna occuparsi soprattutto di feriti e dispersi e dei tanti italiani che sono lì e che fanno fatica a tornare perché la situazione dei collegamenti è complicata e anche chi non ha avuto particolari danni si trova in una condizione di disagio”.

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