Russia. La crisi economica vista dall'opposizione

Novaja Gazeta

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Mentre mosse della Russia sul piano internazionale attirano l’attenzione dei media nazionali, la situazione economica rimane tutt’altro che rosea. A quasi un anno dal crollo del rublo, con il prezzo del petrolio che non accenna a risalire e un sistema sanzionatorio che rimane in vigore il prossimo autunno si preannuncia piuttosto complesso per il consumatore russo. Il periodico russo di opposizione Novaja Gazeta analizza il nuovo ciclo di crescita dei prezzi al consumo che sta per colpire la Russia nell’articolo “Sarà terribile e costoso”:

“Aumentano i prezzi di dispositivi elettronici e cibo, di auto e vestiti, di alcool e medicine. I colpevoli sono gli stessi dello scorso anno: il rublo che cade, l’aumento dell’inflazione, le prospettive incerte per l’economia russa e i rischi politici degli importatori, la è ancora diventata una sostituzione delle importazioni, ma un declino della concorrenza ed il calo della qualità dei prodotti. La questione principale ora è se questo autunno si riuscirà ad evitare il panico dei consumatori della fine dello scorso anno, quando tutto il paese, proprio come ai vecchi tempi, era in coda per televisori e frigoriferi.

Il mercato dei consumi russo è febbricitante. Nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno – quindi in appena due mesi – l’inflazione è stata del 6% circa. Poi a marzo, quando l’aumento del prezzo dei beni ha cominciat a poco a poco o a rallentare, è stato raggiunto il picco annuo di inflazione; il 16,9%. Al termine dei primi 7 mesi del 2015 questa cifra ha raggiunto il 9,4%.” (http://www.novayagazeta.ru/economy/69706.html).

La situazione è tuttavia differente rispetto a quella dello scorso dicembre. La svalutazione della moneta ha portato ad un cambiamento nelle scelte d’acquisto:

“lo scenario di panico dello scorso anno potrebbe accadere di nuovo, ma su scala più ridotta: i soldi nelle tasche dei russi sono diminuiti notevolmente. La svalutazione di dicembre è stata un chiaro segnale per la popolazione: bisogna spendere subito i propri soldi per non rimanere con rubli svalutati. Ora, in teoria, dovremmo assistere a qualcosa di simile ma alla popolazione non sono rimaste forti risorse di consumo.” (http://www.novayagazeta.ru/economy/69706.html).

Le tasche dei consumatori, già ampiamente colpite nel corso degli ultimi dodici mesi, si apprestano a subire l’ennesimo colpo dovuto al rincaro dei prezzi. L’attuale situazione economica impone alle aziende un aumento dei prezzi di vendita. Sarà interessante vedere quali strategie esse applicheranno per far fronte a questa emergenza:

“L’ aumento dei prezzi è appena iniziato. Tutto aumenterà di prezzo: dalle medicine e le divise scolastiche ai i mobili e ai pacchetti di viaggio. I fornitori e le catene commerciali seguono con attenzione il mercato, pianificando la propria politica dei prezzi per il prossimo futuro e prevedendo contratti commerciali a tassi di cambio lontani dai valori attuali. Data l’elevata volatilità del rublo l’adeguamento dei modelli di business non è un compito facile, ma è chiaro che prima o poi l’aumento dei prezzi diviene obbligato per chiunque. La principale sfida per il settore del commercio e dei servizi è rendere questo processo il più agevole possibile senza spaventare il consumatore russo che sta sperimentando tempi di magra.” (http://www.novayagazeta.ru/economy/69706.html).

Immagine Riserve auree

Sempre Novaja Gazeta paragona la situazione economica attuale a quella degli anni ’90 descrivendo la crisi attuale come priva di opportunità a causa delle restrizioni imposte dal governo:

“oltre a tutte le note difficoltà degli anni ’90 c’erano un sacco di opportunità, praticamente inaccessibili al giorno d’oggi. Certo, le pensioni e i salari del settore pubblico erano piccoli e venivano pagati in ritardo. Ma c’era libertà di impresa, ed i funzionari non commettevano abusi tanto forti nei confronti del business. Persone intraprendenti e con iniziativa aprivano la propria attività, facevano la spola all’estero, spostavano macchine. I meno coraggiosi si sono riqualificati e sono andati a lavorare presso istituti di ricerca scientifica sovietica inutili, in un’azienda o in banca. Professori universitari e insegnanti davano lezioni private, prendendo le sovvenzioni da fondi, che sono ora vietati. Tutto questo portava un piccolo ma decente reddito. La libertà di parola dava lavoro a molte persone creative: giornalisti, scrittori, analisti, editori, progettisti. Elezioni libere, una pluralità di partiti e candidati, non gestiti da un unico ufficio, garantivano guadagni stagionali a non meno addetti alle pubbliche relazioni e consulenti politici. Tutto questo era stato coraggioso, creativo, divertente. E anche i colpi, come il default dell’agosto 1998, si sono vissuti con un senso di speranza. Ora non è così.

La chiusura della libertà di parola, la restrizione della concorrenza politica, l’attacco continuo all’imprenditoria, un totale controllo amministrativo ed il monopolio, la chiusura e l’espulsione delle organizzazioni non-profit e delle fondazioni, dichiarati “agenti stranieri”, tutto questo, per usare un eufemismo, non aumenta le opportunità di reddito supplementare durante la crescente crisi. La forma di sopravvivenza degli ultimi anni per molti è stata il ritorno sotto il tetto statale, più vicini ai soldi del bilancio. Tuttavia, a causa della caduta dei prezzi del petrolio, anche il bilancio sarà più piccolo, e oltretutto non ci sono altre varianti.” (http://www.novayagazeta.ru/comments/69643.html)

La previsione fatta da Novaja Gazeta sulle sorti economiche della Russia nel breve periodo è disastrosa tanto da arrivare a parlare di lotta per la sopravvivenza. Questo giornale di opposizione denota come maggior colpevole l’attuale classe dirigente:

“I problemi che si sono creati in maggior pare negli ultimi diciotto mesi, sovrapposti a vecchi errori, hanno inseme avviato processi catastrofici. La fortuna senza precedenti, associata al governo di Vladimir Putin, viene sostituita da una striscia nera che probabilmente sarà piuttosto lunga.” (http://www.novayagazeta.ru/comments/69643.html)

 

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