L'attraente Vietnam

Vietnam

*articolo a cura di Elvio Rotondo

Il Vietnam, oltre a rivestire un ruolo importante dal punto di vista strategico, ha una delle economie a più rapida crescita del sud-est asiatico ed è in procinto di diventare un Paese sviluppato entro il 2020. Ha aderito all’organizzazione mondiale del commercio nel gennaio 2007 ed è stato una delle 12 nazioni che hanno concluso l’accordo negoziato di libero scambio Trans-Pacific Partnership (TPP) nel 2015, ora in attesa della ratifica da parte di tutti i Paesi firmatari. Il settore della produzione di energia è in piena crescita già da diversi anni. Il Vietnam è il terzo maggiore produttore di petrolio del Sud est asiatico.

Recentemente a sottolineare l’importanza strategica del Vietnam ci ha pensato il Presidente americano Barack Obama, che durante una visita ad Hanoi ha annunciato che gli Stati Uniti hanno revocato il divieto, vecchio di decenni, sulla vendita di materiale militare letale al Vietnam.

Alcuni funzionari dell’amministrazione americana avevano lasciato intendere che la revoca delle sanzioni al Vietnam sarebbe dovuta, in parte, come conseguenza al build up della Cina nel Mar Cinese Meridionale.

Secondo quanto dichiarato dal Presidente americano, la revoca dell’embargo non deve essere intesa come piena libertà di vendita di armi al Vietnam. Gli Stati Uniti continueranno a procedere caso per caso e la vendita di armi sarà collegata ai progressi compiuti, dal governo del Vietnam, nel campo dei diritti umani.

Fine embargo e minaccia cinese

Molti hanno interpretato la revoca dell’embargo come parte di una strategia per aiutare il Vietnam a difendersi contro la crescente minaccia della Cina nel Mar Cinese Meridionale. Gli analisti hanno ipotizzato che, in cambio, il Vietnam abbia concesso l’accesso agli Stati Uniti al porto in acque profonde di Cam Ranh Bay. Proprio nei primi giorni del mese di marzo scorso è stato inaugurato il completamento della prima fase della costruzione della struttura portuale internazionale, Cam Ranh International Port, in grado di ricevere navi da guerra straniere.

La tanto attesa costruzione di questo porto consentirebbe ad Hanoi di realizzare un nuovo impianto a doppio uso in grado di ospitare navi straniere e allo stesso tempo fornire servizi. La struttura portuale permetterebbe al Vietnam sia di aumentare la sua attrattiva come hub per le grosse navi commerciali sia di aumentare la cooperazione navale con Paesi stranieri contro la crescente assertività della Cina nel Mar Cinese Meridionale. L’anno scorso, è stato raggiunto un accordo anche con il Giappone per consentire alle navi nipponiche di effettuare scalo a Cam Ranh Bay. I moli della Base navale di Cam Ranh fino al 2002 erano monopolizzati dai russi, ma da allora il governo di Hanoi ha ospitato oltre alle navi militari della Russia, anche quelle dell’India e di altri Paesi.

Accordi economici tra Stati Uniti e Vietnam

Il riavvicinamento tra Vietnam e Stati Uniti ha significato anche accordi commerciali tra i due Paesi , per un valore complessivo di 16 miliardi di dollari.

La compagnia aerea vietnamita, e la Boeing americana hanno finalizzato un ordine per 100 aerei 737 MAX 200, il più grande ordine per aerei commerciali, di sempre, dell’aviazione vietnamita.

Il valore della commessa è di circa 11,3 miliardi di dollari finalizzati all’espansione dei voli internazionali e nazionali della compagnia aerea vietnamita, Vietjet.

In un comunicato stampa la Boeing fa sapere che gli aerei saranno consegnati tra il 2019 e il 2023, sostenendo la crescita continua di Vietjet sia sul network domestico che internazionale. Questo accordo inoltre aiuta Vietjet ad espandere la sua flotta fino ad oltre 200 aerei entro la fine 2023, con la tecnologia più moderna e avanzata del mondo.

Si tratterebbe del più grande acquisto di aerei da parte del Vietnam. L’accordo è stato firmato ad Hanoi. La VietJet acquisterà anche 135 motori aerei avanzati dalla Pratt & Whitney, di proprietà della United Technologies Corp., con sede a Farmington, Connecticut, per un valore di 3 miliardi di dollari.

Relazioni con la Cina

Il Vietnam confina con la Cina e i due Paesi asiatici si contendono, insieme alle Filippine, le isole Paracel e le isole Spartly, atolli ricchi di risorse energetiche. La Cina reclama l’80 per cento delle acque del Mar Cinese Meridionale e, in questi ultimi anni, ha costruito dal nulla varie isole artificiali con porti e piste aeree abilitate a condurre operazioni militari, rivendicando la piena sovranità delle cosiddette “acque storiche”.

Dal 2014, quando la Cina ha collocato un impianto di trivellazione nelle acque vicino alle isole Paracel, rivendicate dal Vietnam, Hanoi ha ripetutamente chiesto a Washington di acquistare armi letali americane. Gli Stati Uniti in parte hanno allentato l’embargo due anni fa consentendo l’acquisto di attrezzature non letali per la difesa marittima.

Gli Stati Uniti hanno cercato di contrastare le rivendicazioni marittime cinesi nei confronti del Vietnam ma anche nei confronti di Giappone, Filippine, Corea del Sud e Taiwan – tutti alleati americani.

Sebbene il Vietnam cerchi di difendersi dalla crescente minaccia della Cina nel Mar Cinese Meridionale appare comunque improbabile che si possa staccare completamente dalla sua orbita. Il partner commerciale per eccellenza e principale fonte di importazioni del Vietnam rimane la Cina. Negli ultimi anni Cina e Vietnam hanno promosso relazioni politiche ed economiche, con scambi bilaterali fino a 60 miliardi di dollari.

Nel segno della complessità del rapporto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cinese, Xinhua, l’ambasciatore cinese in Vietnam, Hong Xiaoyong, ha incontrato recentemente il ministro della Difesa del Vietnam, Ngo Xuan Lich, ad Hanoi. Entrambe le parti si sono impegnate a rafforzare i legami militari.

Le Forze Armate del Vietnam

Dal punto di vista militare, il Vietnam ha intrapreso il suo più grande build up nel tentativo di scoraggiare la Cina. Secondo un articolo di SIPRI il Vietnam, nel periodo 2011-15, è stato tra i primi 10 maggiori importatori di armi (con il 2.9% delle importazioni di armi a livello mondiale). Attualmente gli equipaggi della marina vietnamita, supportati da consiglieri russi, operano con quattro sottomarini, classe Kilo, di fabbricazione russa nella base navale di Cam Ranh Bay. Altri due sottomarini sono attesi nel 2016 e l’intera flotta è prevista pienamente operativa entro il 2017.

Il Vietnam starebbe acquisendo anche navi russe progettate per essere dotate di missili anti-nave e altre armi. La flotta attualmente comprende 2 fregate Gepard, 6 corvette e 18 imbarcazioni missilistiche. Le nuove navi avranno le armi anti-sommergibile migliorate.

Il Vietnam ha rafforzato le sue difese costiere con batterie di artiglieria anti-nave e il sistema mobile Bastion K-300, dotato di missile da crociera Orynx.

Si parla anche di un futuro accordo per acquistare il missile BrahMos prodotto indiano-russo, un’arma supersonica anti-nave considerato il missile da crociera più veloce del mondo. Hanoi avrebbe migliorato e ampliato anche le difese aeree ottenendo il radar israeliano di early-warning AD-STAR 2888 e le batterie di fabbricazione russa di missili terra-aria S-300.


Elvio Rotondo è Country Analyst e Blogger del 38esimoparallelo.com. Collabora con il think tank internazionale e rivista di geopolitica “Il Nodo di Gordio”. Articoli pubblicati anche su “Il Giornale.it” e sulla rivista online di politica, strategia ed economia “Affari Internazionali”.

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