Bufera diplomatica in Sudamerica

(FILE) Flags of countries members of Mercosur at XLIII summit, June 28, 2012. Paraguay's government expects the World Trade Organization (WTO) to intervene in their favor in the dispute with Argentina over the measures that apply to the country and that are affecting bilateral trade, stated Chancellor Jose Fernandez Estigarribia, November 6, 2012. Photo: Diego Pares/dpa/aa

(FILE) Flags of countries members of Mercosur at XLIII summit, June 28, 2012. Paraguay’s government expects the World Trade Organization (WTO) to intervene in their favor in the dispute with Argentina over the measures that apply to the country and that are affecting bilateral trade, stated Chancellor Jose Fernandez Estigarribia, November 6, 2012. Photo: Diego Pares/dpa/aa

di Daniel Speratti

Negli ultimi mesi, il MERCOSUR -Mercato Comune del Sud- i cui membri fondatori sono Paraguay, Argentina, Brasile e Uruguay, attraversa un periodo di prova sotto il profilo economico e diplomatico. Infatti, dopo le forti tensioni politico-socio-economiche sviluppatesi in Venezuela (membro a pieni titoli dal luglio del 2012) e causate principalmente dalle politiche autoritarie dell’attuale Presidente Nicolás Maduro, i membri fondatori del MERCOSUR stanno studiando la possibilità di escludere la Repubblica Bolivariana del Venezuela dai rapporti diplomatici.

 Punto centrale del conflitto sembra essere la presunta violazione da parte del Venezuela del “Protocollo di Ushuaia sul compromesso democratico nel MERCOSUR”, firmato il 24 luglio del 1998 nella città argentina di Ushuaia tra Argentina, Brasile, Praguay, Uruguay, Bolivia e Cile, il quale stabilisce all’art. 1 che “Il pieno esercizio delle istituzioni democratiche è condizione essenziale per lo sviluppo dei processi d’integrazione tra gli stati che fanno parte di questo protocollo”.

 Inoltre, alcuni documenti elaborati dai paesi fondatori dimostrano che il Venezuela, sin dalla sua entrata nel blocco regionale, avrebbe rispettato soltanto il 30% delle normative riguardanti il commercio, politica energetica, infrastruttura, politiche dei diritti umani e della difesa. Secondo i politologi che seguono il caso, il “Congreso” venezuelano dovrà approvare almeno 300 leggi e 40 trattati internazionali per adeguarsi alle norme imposte dal blocco.

 La prima battaglia diplomatica è stata vinta dal Presidente Brasiliano Michel Temer, il quale, nonostante l’ambigua posizione dell’Argentina e il forte sostegno dell’Uruguay alla causa Venezuelana, riuscì a far valere la sua posizione di ostilità in una riunione tenutasi lo scorso 14 settembre.

 La richiesta dei capi di Stato al presidente Venezuelano è forte e chiara: “Rispettare le regole prefissate”. Se tali accordi non dovessero essere rispettati e attuati entro un arco temporale non superiore ai tre mesi, l’unica soluzione restante sarebbe la sospensione del Venezuela dal mercato comune.

 Attualmente il Venezuela si trova in un periodo di prova e non potrà occupare la presidenza Pro Tempore del MERCOSUR, solitamente attribuita semestralmente e in modo rotatorio a uno dei capi di Stato dei paesi membri, possibilmente fino al primo di Dicembre. Si è deciso, dunque, che in questo semestre, la presidenza del MERCOSUR sarà tenuta collegialmente dai membri fondatori.

 Nella seconda settimana di Settembre, il governo di Maduro assunse la Presidenza unilaterale del Mercosur e disconobbe la decisione della “tripplice alleanza”, alludendo a Paraguay, Brasile e Argentina.

 L’atmosfera politico-ideologica nella regione sudamericana è alquanto pesante e i rapporti diplomatici tra il Venezuela e il Brasile sono ormai spezzati e più che evidenti sin dall’Impeachment attuato contro Dilma Rousseff, ex Presidente del Brasile, destituita per aver manipolato il bilancio dello stato per far sembrare più basso il deficit nazionale.

 Nonostante la bufera diplomatica che colpisce l’America Latina, sembra che il MERCOSUR non abbia intenzione di lasciare margine a un rallentamento del processo diplomatico con i paesi oltre oceano, specialmente con l’Unione Europea.

 Già nel 1999 l’UE e il MERCOSUR firmarono un accordo per la stipulazione di un trattato di libero commercio ma i negoziati sono fermi dal 2010, da una parte a causa della sfiducia del settore agricolo in diversi paesi europei e dall’altra a causa delle forze socialiste in Venezuela, poco inclini a questo tipo di accordi. L’arrivo al potere di Governi di destra in Argentina e in Brasile ha riavviato però il processo commerciale con l’UE.

  2016 i cancellieri di Paraguay, Argentina, Uruguay e Brasile si riunirono per la prima volta dopo l’assunzione della presidenza collegiale del blocco regionale, recandosi a New York per assistere all’Assemblea Generale dell’ONUe per chiedere ai paesi membri dell’Unione Europea di accelerare il processo dei negoziati. Inoltre, il comunicato ufficiale indica che la prossima fase delle trattative si terrà a Bruxelles tra il 10 e il 14 ottobre di quest’anno.

 “Noi abbiamo inviato un rifiuto formale a queste riunioni di negoziati esteri dato che queste devono essere trattate soltanto dalla presidenza Pro Tempore”, disse il cancelliere di Venezuela Delcy Rodríguez in conferenza stampa, mostrando il suo disaccordo e protestando per l’esclusione dalle negoziazioni.

 Molto forti sono invece le accuse indirizzate da Maduro alla destra internazionale, la quale, secondo lui, avrebbe come unico obiettivo la disgregazione del MERCOSUR attraverso la realizzazione di attacchi sistematici al Venezuela: “Noi siamo MERCOSUR, Venezuela è MERCOSUR, Venezuela è l’anima del MERCOSUR. Se usciamo dalla porta, rientriamo dalla finestra”, disse il Presidente durante una sua trasmissione televisiva settimanale.

 La questione del MERCOSUR resta ancora aperta. Non può essere sottovalutata né dal punto di vista economico né dal punto di vista politico. Bisognerà essere pazienti e tenere gli occhi ben aperti per capire questa vicenda tanto complessa e rilevante dal punto di vista diplomatico.

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